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ovunque
ti trovi, zappa!
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Tempo
fa un missionario è venuto a trovarmi al negozio. Mi ha colto in un
momentaccio. Ero particolarmente stanco e abbattuto, non tanto dal punto di
vista lavorativo quanto dal punto di vista spirituale. Quella mattina avevo
riflettuto sul fatto che non riuscivo più a frequentare regolarmente, come
avrei voluto, le riunioni della chiesa.
Anno dopo anno il lavoro, gli impegni familiari e l’accumulo di
stanchezza hanno rubato il mio tempo e la difficoltà oggettiva di poter
frequentare ha fatto sì che non potessi assumere alcuna responsabilità per la mia
comunità, neanche stare alla porta, tanto meno portare un messaggio.
Questo mi rammarica molto.
Non mi andava di parlarne a questo fratello
e non ho accennato alla cosa.
Lui ha iniziato a raccontare delle
difficoltà che incontra nell’avvicinare le persone e parlare loro chiaramente
del Signore. Anche se sembrano prendere una decisione per Dio, spesso, poi, non
capiscono l’importanza della crescita spirituale.
Senza frequentare la chiesa è impossibile
crescere nella conoscenza, senza la comunione fraterna, è impossibile arrivare
a comprendere pienamente il piano di Dio.
Se, appena convertito, non avessi letto a
ripetizione tutta la Bibbia, frequentando tutte le riunioni, senza perderne
una, andando l’estate a Isola a fare il collaboratore, giocando a calcetto con
i fratelli, partecipando alle cene e alle attività in comunione fraterna, non
avrei mai potuto accumulare il bagaglio di conoscenza indispensabile alla
sopravvivenza in questa società.
Il punto del missionario era che dovremmo
impiegare bene il nostro tempo: andare dal non credente, cercarlo, stabilire un
rapporto leale di amicizia con lui o lei, farci conoscere ed ascoltare,
coltivare giorno dopo giorno un rapporto di affetto sincero, che poi ci porterà
a parlargli di Cristo.
Mentre parlava ho ripreso coraggio. Ho
pensato che il negozio, sebbene da un lato sia un impegno enorme, che talvolta
toglie ogni forza, è un luogo eccezionale per stabilire rapporti duraturi e per
proporre il vangelo.
Così gli ho esposto il mio “ultimo piano”
per l’evangelizzazione.
Grazie proprio al lavoro, sono diventato
editore di me stesso, pubblicando un libro tecnico sul computer Soluzioni di rete, una “spremuta di esperienza”, 13 capitoli che
affrontano più o meno tutti gli aspetti del mondo del personal computer, da
come si assembla un PC, come s’installano i programmi e come ci si collega ad
Internet, a come si creano le reti locali.
Fra un capitolo e l’altro ho inserito
freddure e riflessioni, sulla falsa riga della “Legge di Murphy”, ma alcune di
esse hanno dei risvolti che inducono a pensare che dietro ogni cosa c’è Dio.
Alla fine di un capitolo ho inserito i versetti da 1 a 17 del
Salmo 37. È un avvertimento a quanti soffrono perché non sono ricchi
materialmente e desiderano diventarlo, e a quanti, operando ingiustamente,
cercano di arricchirsi speculando sulle spalle degli altri.
Proprio nel Salmo 37 - il Salmo dell’anno
2003 della nostra chiesa - il credente trova la forza e la motivazione per non
conformarsi a questo secolo e all’andazzo di una società tutta moda, veline,
Grande Fratello, beni materiali, invidia, denaro e valori futili.
Per quanto ci è possibile dovremmo
ricordare a noi stessi e agli altri che le leggi di Dio sono sempre valide, che
il suo piano non tarda a realizzarsi ed alla fine Colui col quale si dovranno
fare i conti non mancherà all’appuntamento.
Alla fine del libro ho approfittato per
fare pubblicità al mio altro libro Il
Piano di Dio, del quale ho venduto la maggior parte delle copie in
negozio.
Pregate per la testimonianza che ne potrà
scaturire, e per me perché mi trovo in una continua lotta e che io possa
frequentare gli incontri della chiesa con più assiduità.
Giulio Credazzi