TIME

"Facendo la spunta dei momenti che costituiscono una giornata noiosa, sciupi e sprechi le ore senza controllo.
Dando calci su un pezzo di prato della tua citt.
Aspettando qualcuno o qualcosa  che ti mostri la strada.
Stanco di stare al sole, di stare in casa ad osservare la pioggia.
Sei giovane e la vita lunga ed hai molto tempo da ammazzare oggi.
E poi ti accorgi che 10 anni sono passati. Nessuno ti ha detto quando cominciare a correre, hai perso lo sparo della partenza. E corri e corri per raggiungere il sole, ma questo affonda, e corre intorno per sbucarti ancora dietro.
Il sole relativamente parlando sempre lo stesso, ma tu sei pi vecchio. Con meno fiato ed un giorno pi vicino alla morte.
Ogni anno diventa pi corto, sembra di non trovare mai il tempo.
Piani che non costituiscono che una paginetta di righe scribacchiate.
Aspettando in una quieta disperazione, il metodo Inglese.
Il tempo passato, la canzone finita, ho comunque qualcosa in pi da dire"
(Pink Floyd - The Dark Side of the Moon)

Dal Cap. 7

..................... La mente umana si oscurata a livello mondiale, non c' posto al mondo nel quale l'uomo non abbia abbandonato i valori fondamentali dell'esistenza umana, per dedicarsi ad attivit che mirano a soddisfare dei bisogni immediati. La societ ha accorciato il tempo a disposizione, si corre per fare sempre pi cose in meno tempo per avere pi tempo a disposizione per fare ancora pi cose.

Simon, solitario davanti alla sua tazza di caffellatte, in sottofondo ascolta "they dance alone" di Sting, la canzone dedicata ai "desaparecidos" argentini, quanto odio nel mondo, per il potere, per il denaro, quanto male, quanta morte. Tutto questo per un fine legato a questa vita, un lasso di tempo miserabile rispetto all'eternit. Simon ricorda quando si trovava in Inghilterra durante la guerra delle Falklands, una guerra stupida, scatenata dai gerarchi argentini per distrarre la popolazione dagli orrori e dal sangue dei suoi carnefici. Ripensa al tempo in cui con Zaderk si trovava prima di andare a lavoro per prendere un cappuccino italiano da Costa Coffee a St.Paul's, gli piaceva immaginare quel giorno, neanche tanto lontano, nel quale si potranno trovare a parlare attorno ad un tavolo con Paolo Apostolo, Matteo, Isaia, Geremia, Daniele e magari Mos. Zaderk faceva notare che si trattava dautorevoli fratelli in Cristo, esattamente come quelli seduti a fianco in chiesa la domenica mattina. La fede Cristiana radicata nei due amici e fratelli spirituali, li rendeva certi dell'eventualit di poter ringraziare personalmente Daniele, un fratello speciale, verso il quale hanno un debito di riconoscenza particolare per la conoscenza delle cose future e del libro dell'Apocalisse ed anche e soprattutto di quelle passate, lo studio del suo libro ha permesso ai due di capire la Storia, di esplorarla, di amarla, ?:?BEMwJL$11'77ܲ$8$ܪ$6ܟ18$'ܷ7177ܲ'818ܱ$ܷ7ܪ1ܲ8ܟ$&ܪ88$7$7ܷܲ7$ܷ11ܷܷ1'ܲ'87ܲ'7ܪ$$ܲ$7ܪ1ܪ$ܟ$ܡܷ7&8ܟܷ'7$ܪ7$ܲ%8'ܲ8%$'87'ܪ$ܟ ).kekeeke+)'ܡܟ k- 78$&ܷ%.kml#7ܷ71%ܷ2--jkn4ܲ'88333-2-kn$ܲ$8% 5l532.2.knn$$ܪ$15ll5l53233kn8$ܟ$%lll553223kn1'7$%ll5l2323ll$'ܷ71$ l5l4323ln'7ܲ'87$&5l5535ln7'$8ܱ$1l55535k8 ܪ 7ll5555lnl%%/ ܟ8$78l5555 $88$18'5l418&%4ܷ7$7$8%8 8$ 5%ܷ1'$$ 851ܲ'7$$78461ܱ$7$$'ܱ&$' '86%ܪ$7&$11%6&ܡ8ܟ'671148'8$$188/ ܪ7ܪ%$864l%1ܷ1%6'$llll&ܷ%$$$$8$81llllll4ܱ%ܱ$#llllllll4'ܪ81ܟ7%13k5lllllll/7ܟ78&ܟ183333l3llllll#7$$%7ܟ 11#2333kk5lllllll'$1ܟ8%33.2333k3lllllll'1ܷ%1%1'ܷܪ177777& /k3.-2.33kk5kllll 68ܡ''%ܱ$'%&&& lkk3.--2.33k5kll3$'$$%&7ܷ111111% 3lkkkkj.---333k3kl$1 ܪ%8llllkkkkk.-----333k8878161ܡ6'/4042/-/++-3k..----.2''$$'ke..---)11%%1 '1%.ke.-)11'81$$$$$$178.ke-7'18&8&$7777777887781&$7$$1ܲ& 7 %7ܱ7'$ܟ$7ܟ$7ܟ168%'&8 ܷ'11ܷ1%ܱ8ܱ$1ܟ'%88'$$181'8100db'ЇqxFCFIMyB?ABEIM{u;::?BFKqF99:;?CIoE9999?BHou999;?BHo̿:99:?CHq?:?BFMwIL$11'77ܲ$8$ܪ$6ܟ18$'ܷ7177ܲ'818ܱ$ܷ7ܪ1ܲ8ܟ$&ܪ88$7$7ܷܲ7$ܷ11ܷܷ1'ܲ'87ܲ'7ܪ$$ܲ$7ܪ1ܪ$ܟ$ܡܷ7&8ܟܷ'7$ܪ7$ܲ%8'ܲ8%$'87'ܪ$ܟ+-eeeeeee+#'ܡܟ)mn2 78$&ܷ%-l%7ܷ71%ܷ4ܲ'88mm$ܲ$8%-.em$$ܪ$1+.-.jmn8$ܟ$ j3--.jkn1'7$%3k3k3..3km'ܷ71$ lll3333.3jln'7ܲ'87$#llllk533333kn7'$8ܱ$/lllll33333kn8ܪ 5nl5l53333lnl#%/ܟ8$5lll55533lnn $88$18'lll5l55ll18&%4ܷ7$7$8%l5l55 8$ 5%ܷ1'$$ l55751ܲ'7$$741'ܱ$7$$'ܱ&$'&86%ܪ$7&$11$ 6l%ܡ8ܟ'48114ll5'8$$188/llllܪ7ܪ%$860lllllllll 1ܷ1%6'$5lllllllllll#ܷ%$$$$8$813l5kllllllllll4ܱ%ܱ$#333k5kllkllllll2'ܪ81ܟ7%132333k3kk5klllll/7ܟ78&ܟ185.2.3333kk3klkll 7$$%7ܟ11/k32.-2.333kkkkkl'$1ܟ8%llkk.2-.-3.33k3k3'1ܷ%1%1'ܷܪ177777& /lllkk..---..3.3j 68ܡ''%ܱ$'%&&&#lllkkkk..----...2$'$$%&7ܷ111111%$5lllklkkk..-----.$1 ܪ%8lllkkkkkek.--,-8878161ܡ6'1474442402+kkkkeke..,''$$' kkekeee+11%%1 '1%.keke+11'81$$$$$$178kke-7'18&8&$7777777 887781&$7$$1ܲ& 7 %7ܱ7'$ܟ$7ܟ$7ܟ168%'&8 ܷ'11ܷ1%ܱ8ܱ$1ܟ'%88'$$181'8100db'чpqGDDFI^D@@@=DH^z@;;<;=FIƼI;;;;;;=GyG;;;;;

Zaderk ha finito le scuole medie, il padre morto, la morte come un uragano irrompe in casa, spazza via la pace, contestualmente la violenza politica s'insinua nel quotidiano, la sera alle 18:00 tutti a casa di Robertino per vedere Happy Days, un appuntamento fisso, seguito in gruppo, con relative discussioni e commenti sugli episodi.

Il fratello di Zaderk ha finito di costruire l'impianto stereo, per hobby insieme a Cesare ed Antonio, costruivano amplificatori e diffusori acustici, per loro e per gli amici. Zaderk il primo del palazzo a possedere un impianto stereo con "l'onda quadra" perfetta, 100 Watts RMS di potenza con una coppia di altoparlanti con un woofer da 30 cm, l'equalizzatore grafico, una tragedia per la famiglia del piano di sotto, la quale sopporta per compassione, il volume della musica giungeva a coprire la voce delle persone e della Tv in salotto. Un giorno, il signor Franco, con estremo garbo ed educazione, sal al piano di sopra per dire: "piccolo mio, potresti abbassare un pochino, cos potr sentire il telegiornale".  La sorella di Zaderk era innamorata di un certo Fernando, omonimo della celebre canzone degli Abba, Franca che abitava al piano di sotto rivel che la madre mentre faceva le faccende di casa ormai cantava solo la canzone "Fernando", tanto gli era entrata in testa. Altri tempi altra mentalit, il signor Franco considerava Zaderk come un nipote aggiunto, nel palazzo d'altronde non erano semplici coinquilini, ma anche colleghi di lavoro all'Olivetti. Il figlio, Claudio, di oltre dieci anni pi grande di Zaderk era maestro di tennis, ebbe una cura speciale per lui, lo allenava, lo consigliava, l'aveva voluto come aiuto maestro nella scuola del circolo, gli regalava i completi Sergio Tacchini quando per contratto riceveva i nuovi, provvedeva e procurava i "contratti" per le racchette e le incordature. Lo seguiva durante i tornei ed era compagno di doppio negli incontri delle coppe a squadre. Fino al giorno in cui il Mar Rosso non lo inghiott durante una vacanza, per non restituirlo mai pi, per Zaderk la perdita fu come quella di un fratello, per giorni e notti il pensiero rimbalz sulla faccia di Claudio con i suoi baffoni, lo sguardo a volte benevolo ed a volte severo, in tuta sui campi in terra rossa, spesso lo sognava vivo, per gustare al mattino il sapore amaro della delusione della realt.

"Tank" di Emerson Lake and Palmer faceva riunire tutti i giovani "inquilini" del palazzo per sentire quel pezzo "a palla", si sentiva a centinaia di metri fino al Bar dello Zio d'America, come "Smoke in the water e Highway Star" dei Deep Purple, durante l'esecuzione dei brani come degli idioti tutti simulano il movimento del chitarrista, scotendo la testa ed oscillando il braccio destro come se suonasse le corde, mentre il sinistro avrebbe dovuto fare gli accordi, i denti stavano fuori come quelli dei babbuini e le teste si agitavano su e gi. La casa di Zaderk stata pressoch in "autogestione" in quel tempo, perch la madre come guida turistica era sempre fuori per lunghi periodi. Ma a volte fra gli amici ci sono pochi amici, una volta uno di loro non ha esitato a rubare la fede del padre ed altri anelli della madre, la vigliaccheria di alcuni non ha mai potuto far pienamente chiarezza su quell'episodio squallido e miserabile, che ha macchiato per sempre il rapporto con quegli "amici", sicuramente nel tempo il rancore scomparve ma non la delusione per il tradimento, pi che altro per la totale mancanza di rispetto per ci che era appartenuto al padre, aldil del valore oggettivo.

Il senso di disadattamento alla societ, di ribellione alle regole precostituite, il risentimento latente verso Dio per la morte del padre, portarono Zaderk ad assumere atteggiamenti ribelli alle circostanze. Una continua critica per tutto e per tutti, il disprezzo per le altre persone, ma al tempo stesso esibizionismo, bisogno di attenzione e considerazione, totale dipendenza dal giudizio altrui. La ricerca di conferme e dell'apprezzamento divent nel suo profondo come una droga, era obbligatorio essere il primo in ogni cosa, a Calcio, a Tennis, a Subbuteo, a Risiko, con le ragazze, essendo spericolato con la moto. Il pensiero fisso era legato a cosa egli reputava avrebbero pensato gli altri di lui, di ci che faceva, i capelli sono lunghi abbastanza?, il ciuffo render il naso pi piccolo?, quando poi lamico del cuore per prenderlo in giro gli diceva: vuoi che nasca o che muoia? dove la parola nasca era un chiaro riferimento al naso grosso, che in fase di crescita aveva assunto la dimensione da adulto, su una faccia da bambino. Ogni scelta, ogni atteggiamento era fatto in funzione del giudizio altrui, un po il ragionamento della serie: "mi notano di pi se non vado alla festa o se ci vado e mi metto in un angoletto?" La sua vita si svolgeva su di un palcoscenico immaginario, ecco perch dei pochi libri che aveva letto leggeva e rileggeva Pirandello, pensava che gli "altri" dipendessero dai suoi atteggiamenti, a volte faceva dei movimenti sul campo da tennis che pensava avrebbero riscosso l'apprezzamento di chi guardava, per constatare poi che nessuno aveva veramente interesse ad osservarlo in quel momento, tanto meno l'avversario il quale stava buttando il sangue per metterlo in difficolt. Non capiva che l'interesse altrui entra in gioco quando il proprio ruolo producente qualcosa di buono per la comunit. Zaderk aveva un sentimento molto diffuso e comune a quelli della sua et, doveva essere il migliore! Semplicemente perch non poteva essere altrimenti, non era possibile essere un anonimo nulla sociale, la sua mente si confrontava con gli altri dandosi una valutazione pi alta, il punto di riferimento cambiava a seconda delle circostanze e sempre a suo vantaggio. Era il metro che era sbagliato, Zaderk si misurava con i valori imposti in modo arruffato e confuso dal mondo in cui viveva, anche se a casa si valorizzavano aspetti diversi, nel gruppo, a scuola, nella vita, bisognava essere "qualcosa", ma cosa veramente, non era affatto chiaro, quello almeno sarebbe stato il primo passo per raggiungere un obiettivo. In discoteca bisognava essere il pi bello, il pi bravo ballerino, a tennis il pi forte, a calcio quello che segnava di pi, nel gruppo quello che aveva o poteva avere pi donne. Uno stress enorme, Zaderk nella vita faceva un errore che nel tennis non faceva mai. "non guardava la palla!" Nella vita impossibile raggiungere un obiettivo senza fissarlo, costantemente e continuamente, cos come nel tennis impossibile giocare con potenza senza seguire la palla costantemente, anche durante l'impatto con la propria racchetta.

Questa recita stava portando Zaderk all'esasperazione, tanto che la chiamata alla scuola ufficiali dell'Esercito arriv come una liberazione, come una fuga dalla realt che era divenuta insostenibile. Lo stress era stato determinato dalla constatazione dell'indifferenza altrui in contrasto con il suo bisogno di conferme e di sicurezza. Per arrivare a constatare che tutti, chi pi chi meno, procedevano seguendo la stessa logica delle apparenze, in funzione di quello che ognuno credeva che l'altro pensasse. Rivelando la triste realt che ogni atteggiamento era determinato da un'esigenza di appagamento personale, ognuno di fatto cercava di appagare il vuoto della mancanza di Dio attraverso atteggiamenti umani che portassero una qualche soddisfazione emotiva, in una rincorsa inutile. Non si pu sostituire Dio con qualcosa di diverso, solo quando lo si trovato realmente finisce la rincorsa, viene fugato ogni dubbio.


"Crocodile Rock" di Elton John, le sue note portano la mente al 1973, la comitiva in Via Dino, le partite di pallone ad oltranza sui campi della Bufalotta, i pomeriggi passati a casa di Corrado ad ascoltare musica, le prime "cotte" ed i primi innamoramenti, ma anche le prime e fortunatamente uniche esperienze con le sedute spiritiche. Il bicchierino correva veloce sul foglio con le lettere colorate dell'alfabeto scritte a mano, le dita di ognuno sfiorano il bicchiere che compone parole in una sequenza molto veloce, non possibile che qualcuno lo spinga poich a malapena si riesce a tenergli dietro. Tutti sono appassionati al "nuovo gioco", il prossimo passo sar la seduta spiritica con uno che far da "medium". Gli obiettivi fantastici raggiunti arrivavano ad aver parlato con Mussolini, chi addirittura di persona con Satana. Ma in un paio di occasioni in cui Zaderk era assente, dato che agli altri aveva preso fitta a fare le "riunioni", mentre lui sentiva timore ed una certa avversione che scaturiva da dentro lo stomaco per questa pratica, successe qualcosa, ma non cap mai completamente cosa, in ogni caso di colpo tutti furono presi dal panico, nessuno era pi tranquillo, nessuno dormiva pi bene, gli schemi con le lettere spontaneamente furono distrutti e l'attivit "spirituale" abbandonata definitivamente.

La leucemia stava portando via il padre di Zaderk, a lui tredicenne ed alla sorella di dieci anni, era stato tenuto nascosto il fatto che il pap stesse morendo, ma la situazione era grave gli facevano trasfusioni su trasfusioni, " una forte anemia" dicevano, cos Zaderk and a vedere sull'enciclopedia cosa c'era scritto riguardo ad anemia e leucemia, e quest'ultima coincideva con i sintomi che vedeva nel padre. Aveva sentito che un'influenza o un raffreddore potevano essergli fatali, cos Zaderk si teneva lontano, lo baciava poco. Passava davanti alla porta della sua stanza all'ultimo piano,  illuminata dal sole pomeridiano di Roma, si fermava sulla soglia per non "contagiarlo". Un pensiero sciocco, rivelava un'ingenua volont di prolungargli l'esistenza, quasi che dipendesse da lui, rasentava la superstizione, un senso d'impotenza e di incomprensione della realt lo avvolgeva, come se il mondo fosse ovattato, come se gli eventi inesorabilmente lo stessero stritolando. Non era possibile che suo padre potesse morire a 47 anni, di solito si muore a 80 o 90 anni. La vita stava barando, non rispettava le regole. A 14 anni avrebbe dovuto insegnargli il Bridge di cui lui era un maestro, quasi un mito, forse lo dicevano per compiacenza, o per fare piacere, ma quando parlavano del padre in senso "bridgistico" lo equiparavano al Belladonna della partita libera, gli zii raccontavano che quando erano giovanissimi, con le vincite a Bridge finanziava le loro piccole spese.

La comitiva di Zaderk era costituita prevalentemente da ragazzi nati attorno al 1960, un gruppo che oscillava fra i venti ed i cinquanta giovani a seconda dei momenti, la zona di Montesacro era costituita da palazzi costruiti per lo pi negli anni '60 e primi anni '70, abitati da giovani coppie con bambini della stessa et, quando questi iniziarono ad andare al liceo, cominciarono a schierarsi politicamente e questo determin la rottura di amicizie che si reputavano solide, fino a quel momento. Fu sorprendente per Zaderk constatare la velocit con la quale l'odio prese il sopravvento fra alcuni elementi del gruppo, un odio che divenne contagioso, sommergendo ogni attivit sportiva o creativa, soffocando la musica e le abitudini.

Anche l'odio ed il rancore politico sono riconducibili alla mancanza di Dio. L'uomo sostituisce Dio con il partito, con il movimento politico o sindacale, un inganno che produce molta sofferenza, sia per se che per gli altri. Come anche avviene per il fanatismo calcistico, nazionalistico e religioso.

Chi ha conosciuto veramente Dio non pu cadere in un simile inganno, perch la sua vita inserita in un contesto eterno, tutto ci che strettamente legato al tempo attuale ha un valore relativo. Chi schermandosi dietro al nome di Dio prevarica il prossimo, non conosce Dio, anzi dovr rendere conto pesantemente del suo comportamento.


"Baby I love you" degli Easy Going, "Una donna per amico" di Lucio Battisti, i pensieri vanno ai locali da discoteca di Roma di quel tempo, il Mais, il Much More, "Bon frat" un detto che solo chi ha vissuto quel periodo in quell'ambiente pu capire, il saluto era diverso, come gli antichi romani, consisteva nell'allungare il braccio afferrando con la mano l'avambraccio altrui anzich la classica stretta di mano, le comitive si trasformavano in piccoli "branchi", all'interno dei quali l'identit personale scompariva, si apparteneva a "quelli di Talenti" o a "quelli di Vigna Clara" o "Balduina" o ancora "Parioli". Le discoteche erano tutte appannaggio dei simpatizzanti di destra. Non era consentito familiarizzare con le donne dell'altro gruppo, questa era una legge non scritta e neanche detta ma che se trasgredita accendeva immediatamente la rissa. Coltelli non ne tiravano fuori e neanche pistole, ma se malauguratamente durante una rissa uno finiva per terra era la fine, sicuramente sarebbe andato al pronto soccorso. L'appuntamento era fisso ogni domenica pomeriggio, Zaderk non aveva caratteristiche per cui potesse essere notato, piccolo di statura, un metro e cinquanta circa (fino a quindici anni, poi in un'estate crebbe di 22 centimetri), la vespetta 50 bianca, non era ricco, non faceva a botte, non sparava troppe bugie per darsi importanza, non era un delinquente, e quest'ultima caratteristica non andava bene per attirare le ragazze, le quali a parole disprezzavano chi faceva il teppista, ma poi gli cadeva tra le braccia alla prima occasione. Cosa particolare da notare che un comportamento analogo accadeva anche a scuola, dove l'ambiente era estremista di sinistra, l'impegnato politicamente, il bastardo con la polizia, quello che viveva di espedienti, il ribelle, "acchiappava" molto di pi con le ragazze, piuttosto che bei ragazzi ma "normali". In entrambi gli ambienti i valori interiori, come l'onest, la lealt, la capacit di comunicazione, non erano affatto considerati, anzi, chi li tirava fuori era subito schernito, isolato, nel gruppo pagava solo il vandalismo. Zaderk finiva talvolta per fare la figura del deficiente, poich nella sostanza non voleva essere un attivista, non attribuiva sufficiente importanza all'odio ed al rancore politico, n reputava sufficientemente appagante sacrificare ci che gli aveva inculcato la famiglia, per acquistare prestigio all'interno del gruppo. Tanto pi che la sua vita era divisa in tre, la comitiva di destra, gli amici di sinistra a scuola ed il Tennis. Dare importanza eccessiva all'integrazione nel branco avrebbe significato perdere uno o due degli aspetti fondamentali del suo mondo, e questo non era possibile. Forse la mano di Dio gi vegliava su di lui, cos come scamp per un soffio all'attacco armato contro la sua comitiva, sfugg per una coincidenza alla devastante manifestazione tristemente nota come "i fatti di Acca Larentia", molti suoi amici furono arrestati quel pomeriggio, e ancora una volta avendo partecipato, questa volta ad una manifestazione di Lotta Continua, che attraversava il Tufello ed era partita da scuola, era stato l'unico modo per uscire da scuola, il servizio d'ordine aveva impedito l'abbandono del corteo, cos anche Zaderk procedeva fra gli slogan come: " gli autoblindo non li vogliamo pi! Vogliamo i carri armati o non giochiamo pi!" oppure "Gastronomia operaia, organizzazione, forchetta, coltello, magnamose er padrone!", comunque trovandosi sul lato esterno del corteo, a fianco procedeva anche la polizia, il Commissario di zona, Vinci, giocava a tennis nello stesso circolo di Zaderk, cos a sua insaputa si avvicin da dietro a Zaderk, il quale aveva una folta chioma fin quasi sulle spalle, fu afferrato per i capelli e poi con tono pacato si sent dire con accento Siciliano: "Giovane, ma che cavolo fai qui? Vattene a giocare a tennis che meglio!" Zaderk colse la palla al balzo, si fece una risata con il Commissario e veramente se n'and al circolo, come successe centinaia di volte lo sport gli risparmi diversi problemi, infatti, la manifestazione dopo poco degener e parecchi si fecero male negli scontri con la polizia.

Le guerre con le zolle di terra fra lItis Pacinotti ed il liceo Archimede erano allordine del giorno, con il lancio di palloncini gonfi dacqua sul cortile sottostante ai due palazzi contrapposti. Il colmo fu raggiunto quando dalla classe di Zaderk buttarono dal quarto piano un gavettone, una busta nera della nettezza urbana, piena dacqua sullauto del Vice Preside.

Spesso la classe fuggiva eludendo la sorveglianza del custode Placido, quando il portone sapriva per fare uscire un professore, uno della classe si lanciava gi dalle scale, teneva la porta aperta e tutti gli altri sinfilavano per andare verso lArchimede, dove latmosfera era para-universitaria si entrava e si usciva senza problemi a qualsiasi ora. Un giorno la povera prof dItaliano, Olivia, perch era uguale alla fidanzata di Braccio di Ferro, entr in classe e trov laula vuota, erano tutti in balcone con la propria sedia, saltavano ed oscillavano tutti simultaneamente, con Zaderk sfalsato in avanti che guidava e poi simulava la rotazione della leva, da destra verso sinistra, per aprire le porte dellautobus azionate con laria compressa. Stavano sul 391, il bus che li portava a scuola. Era inutile mettere loro delle note sul registro, se le mettevano gi da soli, con le motivazioni le pi bizzarre.

Una volta Zaderk ed alcuni compagni di classe, daccordo con la classe di un suo amico dellArchimede, entr in fila indiana nella classe durante la lezione, il primo della fila suonava il flauto, tutti silenziosamente si alzarono, si accodarono ed uscirono, lasciando linsegnante sgomenta e da sola.

Infine, sempre con la stessa classe, Zaderk si trasform in Valentini, un alunno che era stato sempre assente, la professoressa volle sapere della sua malattia durata cinque mesi, ogni risposta, improvvisata ed inventata sul momento, patetica e strappa lacrime, corrispondeva a grasse risate soffocate della classe complice ed artefice dellinganno.

"Space Oddity" David Bowie - "Selling England by the pound" Genesis, l'adolescenza sofferta perch assediati dal non essere "all'altezza", bisognava essere come gli altri, ma al tempo stesso diversi, il culto dell'aspetto fisico, talvolta trasandato, incurante, altre volte strettamente legato alla marca ed il modello che la "comunit" imponeva. In ambiente di sinistra bisognava avere la "borsa di Tolfa", possibilmente scarabocchiata, maglioni larghi, canne a volont, scarpe da ginnastica. A destra era molto pi costoso, le scarpe di Cervone o dei Camperos di El Charro, occhiali da sole Ray Ban, meglio se a specchio, oppure i Rossignol con la montatura di plastica colorata e le lenti sempre a specchio, il Vespone, possibilmente bianco, in alternativa blu, i pi ribelli toglievano i laterali lasciando scoperto l'alloggiamento per la gomma di scorta ed il motore, la "mossa" poteva costare cara in caso di pioggia torrenziale. A sinistra bisognava avere l'eskimo, tassativamente verde e preso in Via Sannio, a destra era di rigore il cappotto Loden, verde, blu oppure grigio, le ragazze dovevano avere la gonna blu pliss, con le scarpe di Cervone o Santini e Dominici, i collant blu. Il bisogno di omologazione da un lato proteggeva dalle proprie insicurezza, dall'altro era necessario, dato che se qualcuno voleva innalzarsi all'interno di un gruppo, prima di tutto doveva farne parte.

I movimenti politici erano purtroppo ridotti in sostanza ad atteggiamenti, durante le assemblee, i collettivi, le riunioni del "nucleo politico", i discorsi contenevano sempre le stesse componenti: odio per l'avversario, esaltazione dei propri valori ed ideali, magari di qualche figura che a sinistra era Marx, oppure il "Che" o Fidel Castro, O Chi Min andava molto, ci mancava che qualche idiota esaltasse pure Pol Pot. A destra la questione era simile, tutto era basato su atteggiamenti nostalgici del Fascismo e qualcuno si rifaceva anche al Nazismo, all'odio verso gli Ebrei ed i Comunisti. Quelli che parlavano erano sempre gli stessi, dicevano sempre le stesse cose e guai a contraddirli. Mancando la sostanza di un vero disegno politico, con una strategia definita, la conseguenza logica era che le azioni definite politiche avevano sempre un carattere violento, i discorsi erano atti a valorizzare e pavoneggiare chi li teneva, cercando di riscuotere l'approvazione di chi ascoltava, magari citando massime rubacchiate a destra e sinistra. La politica giovanile aveva uno scarsissimo contatto con la politica ufficiale, di fatto i gruppi pi attivi portavano avanti una logica ripiegata su se stessa, nessuno aveva mai considerato di procedere secondo un'ottica parlamentare.

Le mode d'allora non sono poi cos cambiate oggi, a sciare bisognava per forza andare a Cervinia, oppure a Cortina, al mare a Porto Santo Stefano, oppure in Sardegna in Costa Smeralda. Nel gruppo per smitizzare i luoghi comuni si definivano i "cervi" quelli che si omologavano perfettamente al clich richiesto, dato che avevano le scarpe di Cervone, andavano a Cervinia e Porto Cervo (ma non provenivano da Cerveteri). Esistevano personaggi che impossibilitati economicamente dal poter seguire la moda, s'imboscavano una settimana a casa della nonna, per poi tornare al Bar Euclide o da Vanni a vantarsi della vacanza meravigliosa. La superficialit dei rapporti e l'accecamento riguardo alla sostanza dei valori umani, rendeva a turno i ragazzi paranoici, chi perch riteneva di essere grasso, chi perch non era sufficientemente alto o muscoloso, forse oggi negli ambienti in cui non c' conoscenza del Piano di Dio, questi aspetti prettamente superficiali sono ancora pi amplificati, a causa delle mode che i media lasciano intendere. Uno degli aspetti pi deleteri della societ, quello legato a quello che la gente reputa essere "il mondo dello spettacolo". Superficialmente appare come un tutt'uno, ma nella sostanza non esiste, esistono aziende, imprese teatrali, dove ognuna ha determinate esigenze, ha bisogno di persone che svolgano un certo lavoro, che deve essere fatto in modo pi che perfetto, il che significa una padronanza del mestiere totale, prove su prove, significa "guardare la palla", senza badare al risultato se non alla fine, quando il momento. Esiste per un mondo, un ambiente che rotea attorno ai personaggi dello spettacolo, alle persone famose, sono quelli che ne scimmiotteggiano gli atteggiamenti, compaiono nei luoghi di villeggiatura, si vestono come i "VIP" ritratti sui giornali o in TV, sono persone anonime che vivono in funzione del "far credere agli altri", attraverso la macchina, la barca, la casa, i ristoranti e le discoteche. Nella societ del "tutto e subito" la mancanza di capacit di analisi porta le persone a guardare ai risultati senza considerare ci che bisogna fare per raggiungerli.

Ecco che nelle nuove generazioni s'ingenera la falsa convinzione del "colpo di fortuna", della conoscenza giusta al posto giusto, e si fa di tutto pur di raggiungerla. Ma molto pi facile, in una societ organizzata come quella occidentale, imbattersi in un "colpo di sfortuna" e nella persona sbagliata al posto sbagliato, specialmente quando quella dice la cosa giusta che vogliamo sentirci dire. Senza lotta non c' vittoria, senza lovoro non c' salario. Satana da bravo ingannatore che , fa sputare sangue a chi vuole raggiungere un risultato e fa credere agli altri che quello sia arrivato in modo fortuito. Dio permette tutto questo affinch l'uomo sia provato e riconosca che: "Vanit delle vanit, dice lEcclesiaste; vanit delle vanit; tutto vanit. Che profitto ha luomo di tutta la fatica che dura sotto il sole? Una generazione se ne va, unaltra viene, e la terra sussiste in perpetuo. Anche il sole si leva, poi tramonta, e saffretta verso il luogo donde si leva di nuovo. Il vento soffia verso il mezzogiorno, poi gira verso settentrione; va girando, girando continuamente, per ricominciare gli stessi giri. Tutti i fiumi corrono al mare, eppure il mare non sempie; al luogo dove i fiumi si dirigono, tornano a dirigersi sempre. Ogni cosa in travaglio, pi di quel che luomo possa dire; locchio non si sazia mai di vedere, e lorecchio non mai stanco dudire. Quello ch stato quel che sar; quel che s fatto quel che si far; non v nulla di nuovo sotto il sole. Vha egli qualcosa della quale si dica: "Guarda questo nuovo?" Quella cosa esisteva gi nei secoli che ci hanno preceduto. Non rimane memoria delle cose daltri tempi; e di quel che succeder in seguito non rimarr memoria fra quelli che verranno pi tardi. Io, lEcclesiaste, sono stato re dIsraele a Gerusalemme, ed ho applicato il cuore a cercare e ad investigare con sapienza tutto ci che si fa sotto il cielo: occupazione penosa, che Dio ha data ai figliuoli degli uomini perch vi si affatichino. Io ho veduto tutto ci che si fa sotto il sole: ed ecco tutto vanit e un correr dietro al vento." (Eccl 1:2-14)

Non sar facile per Zaderk proporre il messaggio della Bibbia ad una generazione la cui massima aspirazione per le donne fare la velina, per gli uomini fare una fiction o presentare le Iene.

Le nuove generazioni sembrano voler vivere a memoria, non c profondit di pensiero, ma sballo, evasione dalla realt, c rancore verso i genitori quando ritardano a fornire qualcosa, non c labitudine ad esplorare le fasi che compongono il raggiungimento dellobiettivo. Non esiste la consapevolezza del fatto che raggiungere dei risultati costa fatica. La gente con questa mentalit si trover nel mezzo della Tribolazione senza capire cosa stia cadendo loro addosso. Il mondo non si sta rendendo conto che il 900 stato il secolo delle guerre, il ventunesimo secolo sar il secolo del terrore, la storia cinsegna che certi fenomeni non migliorano. Dopo la prima guerra mondiale, dopo la battaglia in cui morirono un milione e mezzo di soldati, si disse: MAI PIU GUERRA. Dopo venticinque anni Hitler aveva ammazzato sei milioni di Ebrei e distrutto lEuropa. Non si tratta di una visione apocalittica, ma di una mera constatazione della realt. Dieci anni fa uno zaino abbandonato sotto un tavolo da Mac Donalds faceva pensare ad uno studente sbadato, oggi fa pensare ad un possibile attacco terroristico ad un obiettivo americano. 

"Hotel California" degli Eagles, il Maresciallo avanz con un metro estensibile in mano, si avvicin a Zaderk sul piazzale del 5 Btg El Alamein a Siena, si ferm ad un passo da lui, con fare schietto misur l'altezza e la larghezza del Sottotenente, questi prontamente chiese: "ma che stai a fa?" il Maresciallo rispose: "niente, domani stai al lancio prendo le misure, nun se sa mai.. eh eh". Ghignando s'allontan, mentre Zaderk, il quale al tempo era superstizioso, non esit a fare un gesto scaramantico molto comune fra i maschi.

La sera, complice la stanchezza, in mutande seduto sul letto, piedi scalzi, Zaderk rifletteva sul lancio dell'indomani, se tutto fosse filato liscio come al solito, la sera successiva sarebbe stato ancora l, oppure forse quella era la sua ultima sera sulla terra.

La sveglia al mattino alle 4, colazione alla mensa truppa, poi sul piazzale tutti i fucili e le mitragliatrici MG allineate su pi file, il controllo dei fogli d'imbarco, la salita sui camion, i CM52, su ogni camion i due seduti pi esterni, verso il portello reclinabile di accesso, avevano il caricatore con proiettili veri, per un'eventuale difesa in caso di attentato delle Brigate Rosse. Anche gli ufficiali ed i sottufficiali nelle cabine del camion erano armati. Il tragitto fino a Pisa per l'imbarco era lunghissimo con i camion che procedevano a 50 km l'ora in colonna, i fari accesi, molto freddo. 

Una volta in una localit della Toscana a met strada, alcuni ragazzi "batterono la stecca" ed insultarono i Par che andavano al lancio. Zaderk ferm il camion e con lui scesero 5 o 6 Par, lo sguardo terrorizzato dei ragazzi trasform la rabbia in un goliardico: "non ci rompete . e  fatevi gli affari vostri, che non andiamo a divertirci!"

All'arrivo all'aeroporto si disponevano su due file ai margini della pista, attendendo l'imbarco dell'Hercules C130, i paracadute imbracati, lo zainetto agganciato, sulla destra il fucile FAL con il calcio reclinabile ed un tappo di spumante sulla canna per impedire l'accesso della terra all'atterraggio. Chi non ce l'aveva o non lo metteva, oltre alla punizione avrebbe pagato da bere.

L'imbarco nel grande aereo da trasporto avveniva in modo ordinato, silenzioso, ogni par doveva controllare quello che gli stava davanti per verificare che tutto fosse in ordine con la fune di vincolo. L'aereo era pressurizzato, dopo il decollo faceva un'ampia virata verso la zona di lancio, 72 par, ogni passaggio 12 fuori, il primo di ogni passaggio era un ufficiale, un sottufficiale o graduato. L'aereo si stabilizzava, si aprivano le porte laterali, Zaderk si metteva in posizione, le dita fuori della carlinga, il palmo steso e compatto, per evitare d'incastrare un dito al momento del lancio, l'aria sembrava solida come un muro di cristallo a causa della velocit. L'uscita dalle porte laterali, sebbene ci fosse un alettone frangivento, rendeva molto pi forte la sensazione della velocit in uscita. Un salto e via nel vuoto verso quella sensazione che rende il par diverso dagli altri uomini, Zaderk appagava il suo bisogno di eccezionalit, anche se non c'era pubblico, anche se raccontarlo non aggiungeva niente di pi, la scarica di adrenalina era tale che l'appagamento, una volta arrivato a terra, era totale.

L'ambiente del Battaglione non era affatto come le persone di fuori lo dipingevano, i ragazzi erano tutti dei bravi ragazzi, come sempre quando c' una gran quantit di persone, ci poteva essere qualcuno che usciva dai ranghi ed era rissoso, o sfogava la sua frustrazione attraverso l'anzianit o il grado, ma veniva messo subito in riga, qualcuno che voleva approfittarsene per andare in licenza poteva esagerare con il numero di parenti morti o all'ospedale, alla prima passava, ma alla seconda perdeva pure i diritti acquisiti fino a quel momento. L'ambiente era serio e professionale, senza estremismi, senza modi di fare inutilmente prevaricanti fra commilitoni. C'era un lavoro da sbrigare e bisognava svolgerlo seguendo delle regole, in tempi precisi, come il soccorso in caso di calamit naturali, servizio d'ordine, le esercitazioni interforze. Sicuramente c'era una forte competizione fra gli stessi ufficiali e fra i par, ma ogni cosa avveniva seguendo le regole. Certo il Tenente d'Accademia Fotieri non apprezz il macabro scherzo quando la sera prima del lancio, la sua stanza fu trasformata in camera mortuaria con le candele ai bordi del letto, un drappo nero come lenzuolo ed il modellino di un Hercules rovesciato nel mezzo del letto. Zaderk ed i "due Giorgi" suoi compagni di stanza, ideatori della farsa, furono "cazziati" ma non puniti. Scherzare sulla morte ne esorcizzava la paura, Zaderk condividendo le sensazioni dopo il funerale di alcuni colleghi morti al lancio con i suoi compagni di stanza, constatava che dopo un grave incidente o la morte al lancio di un collega, scattava come un meccanismo di demenziale euforia, che li faceva sentire in colpa, quasi fossero divertiti dell'evento o che godessero del fatto che non fosse toccato a loro, eppure c'era una profonda amarezza e tristezza quando un ragazzo moriva al lancio.


"Roma Capoccia" di Antonello Venditti e "Cosa Sar" di Lucio Dalla, Zaderk riflette sulle parole di Lucio Dalla, ha molto tempo per pensare all'essenza della vita nella solitudine delle vie di Islington, mentre passeggia sulla via del ritorno a casa, nessuno lo sta aspettando, si fermato da Safeway per comprare i pelati, la pancetta, la cipolla e la pasta Barilla, tutti i giorni la sera mangia la stessa cosa:  pasta al pomodoro. Il sugo glielo ha insegnato la madre per telefono, quando troppo stanco si mangia mezza scatola di Korn Flakes. Il Sabato fa la "laundrette", sette mutande, sette magliette, cinque camice, che stirer da solo, non stato molto contento quando la collega al lavoro gli ha chiesto: "perch la camicia non stirata?" E' stato inutile spiegare che in verit era stata stirata. Ha tutto il tempo per costruire quello che vuole, eppure non ne ha la voglia, riflette su "cosa sar" che rende il mondo, quello che , ma non sa darsi una spiegazione che abbia senso. Ripensa alla sua Roma, al sole, alla facilit con la quale andava al mare, alle passeggiate ai Fori Imperiali, il quartiere dove era cresciuto e conosceva tutti, non poteva fare un passo senza dover salutare qualcuno. Ora che si trovava a migliaia di chilometri di distanza apprezzava le piccole consuetudini del Bar Bonelli al mattino, anche quel coatto incontrato allo Zio d'America faceva folklore, un omone enorme con la camicia aperta che faceva apparire la catena d'oro con il crocifisso, insisteva nel volere un cornetto, che per non era disponibile, il barista forniva delle possibili e valide alternative, ma il tizio restava insoddisfatto fino al punto in cui desistendo disse: "va b, ho capito, stammatina nun serata!" Zaderk a Londra a volte faceva delle battute, ma non venivano proprio capite, il sarcasmo romano era completamente sconosciuto e diverso da quello Inglese. Un sarcasmo acido come quando and ad abitare a Cinecitt a Piazza dei Consoli e parlando in strada con alcuni inquilini, ce n'erano alcuni che si lamentavano per la mancanza di parcheggio ed il proliferare dei posti riservati per i disabili, particolare e cinica fu l'osservazione di uno che ce l'aveva con qualcuno privo di vista dicendo: "ma quello si cecato che nun po cammin? Perch je devono fa er posto sotto casa?" Ma era proprio questa caratteristica dei Romani che in fondo mancava a Zaderk, la facilit d'intavolare una conversazione, anche animata ed intensa, con delle persone sconosciute, tanto che appena tornato a Roma da Londra gli piaceva fare la fila alla Posta per ascoltare le conversazioni. Roma Capoccia gli riportava alla mente la vista della citt dal Pincio, i giri in moto sul Lungotevere,  l'aria tiepida delle sere di Maggio, l'appuntamento a prendere il gelato da Giovanni vicino a Piazzale delle Muse, incontrava sempre qualcuno che conosceva. Zaderk era orgoglioso di essere "un cittadino Romano" nel pieno significato. La lontananza attribuiva alla sua citt un significato molto pi grande di quanto non E;pv6U+pRjMQ ؅tShjhjr P;Evm}t6P+URjMQ ؅tIShjhj+ vEP4RMQC؅tShjh j EjEP'؅tShjh8j EP4RMQ؅tShjhPj E`,UbMQ9Y؅tShjhhjd EPUR+؅tShjhj6 jjE̋(3RPEU"RPjjM3ҋ(RP3ҋPRPMQ/$؅tShjhj EP%Y؅tShjhj EUPRjjhjMQ؅tShjhji kEPURjjh<QEP؅tShjhj$ &EPYEUURYEUMQYEUEPY|UjUR؅tShjhj EP4RMQ؅tShjhj EU;Uu;EuEU;Uu;|tCjjuuu|uuMQ$؅tShjh(j EPuY؅tShjh@j EPMY؅tShjhXj EUPRMQ jYWEP ؅tShjhj9 EPY؅tShjhj EPY؅tShjhj jdWWYjW-uE$HPURM3A)PgU$RM$IQEP h URj*IYt WYNjuV LjW^E؃}t0](E3@)RPP3M̉ADQHE̋dJ43ҋAM̉ALQPtPURE؃}tMQShjhjM̋t3҉ATQXjẼPjŰJQ[E؃}t EPShjhjcuf]ajẼPVJRM̋APE؃}t URShjh ju ]j(W-E؃}tu]؋E$PUR t3WYE؃}tu]WYE؅u]jWEP'YUR}Yt2MEQPUR MQEPUR MQYËUd_^[]USVW]3} C,ui3?pC8aSz TSYu ?jSYPSSRG C8u&Szu Kyu ?t!C@ tSYG 3E t@}svSJUUD;s`OQG PURSw,utG u:}u4E PURZ؅tSh8jh}jy EU PWAYjW3t{uE3ҋMP)dgjdjZ$Pf j*|-YtRYu WYtuh W3jWttd;hs lpE3ҋM؉ALQPEPsYt#VSh8jhj'UNE؍MXbjjjjQjEPt#VSh8jhjײEUPRMQ t#VSh8jhj蚲EPURqt#SSh8jhjaM؋E3҉ALQP3ҋM؋EATQXp3ҋM؉ADQHEPEYtVSh8jh ju3/d3҉M؋48tWYujW$t3$PXY$RcYuj$PUR }YMQEPuލEUPRMQ| uލEUPRMQ` uލEUPRMQD uލEUPRMQ( uލEUPRMQ uރ}t jEPMQݼYËUd_^[]ÐUĔ333SVW}uEUM3E3҉U3ɉMEEȋUŰNE OU RWhDjh'j+jjjjjVZ؅tShDjhMj | 3ɋE N)33҉EE3ҋE EME;}G G?E؋URV\cEWpQoLWpPrEU;UuMQpPqE}uhejMY(PnYEЃ}u 3F)PURPNQ8؅3F)PURmPNQ؅`EPhjͮ}tUȋ G;u U MA3j (YEȃ}u Eȉ8UBMȋEAj 'YẼ}u E̋UMAE̋UPjjjjWV#X؅tShDjhj 33҉EU33MEUjRMQhjV}؅tkEPURjjhMQV؅uGjEP؅u"jjjjjj(3RPMQ$EUPRV jMQEPhjV؅tkEPURjjhMQVt؅uGjEPX؅u"jjjjjj(3RPMQ8$EUPRV+ 33MEUMRQXih\iPhjV؅WEP؅umjjjjjj(3RP3wRPMQ$؅u%EPlY؅t=ShDjhj? 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